Un edificio in fiamme soffre?


Milioni di persone stanno soffrendo nel vedere queste immagini, Notre Dame de Paris in fiamme. Emozioni che ti tolgono energia, dandoti in cambio tristezza, dubbi, preoccupazioni.

Questi eventi scuotono da dentro ognuno di noi, è innegabile.

Ma, siamo sicuri che la sofferenza sia solo delle persone?

Ricordo qualche anno fa una colazione di mattina presto, a base di baguette e marmellata di fragole, in un Bistrot ai piedi della Cattedrale. Ci si sentiva meravigliosamente bene lì. La potenza e la solidità della struttura, assieme alla sua leggerezza, erano in grado di trasmettere un equilibrio perfetto. Una Cattedrale che ha resistito alla Rivoluzione Francese, alle guerre del XX secolo, da cosa potrà mai essere scossa? Da nulla, ho sempre pensato.

Invece no.

Le fiamme l'hanno avvolta, distrutta, la Fleche, la guglia più alta, è crollata.

Mi viene naturale pensare che ogni edificio abbia un'anima, un'anima che osserva, interagisce, ascolta, vive.

Anche Notre Dame ha di certo la sua anima, e che anima!

Difficile per me dunque non pensare che anche l'anima di questo edificio, nella sua manifestazione fisica, il suo corpo, in qualche modo abbia sofferto. Ha sofferto perché il suo corpo è stato deturpato, ha sofferto nel sentire la sofferenza di milioni di persone, ha sofferto perché si sentiva un luogo sicuro, che però non ha potuto resistere alla dirompenza delle fiamme.

La sento quest'anima, che osserva tutto ciò che accade senza poter fare nulla di apparentemente concreto.

Ma in realtà sono certa che, da lontano, sta già lavorando per ritrovare al più presto un nuovo modo per manifestare tutta la sua potenza, per dimostrare che dalle ceneri si rinasce, più forti di prima.

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