Architetti che (non) si accontentano


*Di cosa mi sto accontentando?*

Una brevissima domanda che può aprire a risposte capaci di generare un forte cambiamento in noi e nella nostra professione.

Di cosa potremmo accontentarci? Ad esempio di...

... avere incarichi che non ci danno quell'energia, quella "scossa" piacevole che provammo quando cominciammo il nostro primissimo progetto, nel quale mettemmo tanta passione, amore e dedizione.

... ricevere i compensi che non sono determinati da noi, ma da una estenuante trattativa col Cliente.

... trascorrere troppo tempo della nostra giornata a risolvere problemi magari causati da altre persone, o da mancanza di comunicazione.

Iniziare a fare l'elenco delle cose di cui ci stiamo accontentando può essere un valido strumento per riflettere sull'opportunità di cambiare le cose. Ma, come cambiarle? Secondo le nostre priorità ed obiettivi.

Ecco la seconda azione che potremmo fare dopo avere elencato le cose di cui ci stiamo accontentando: potremmo chiederci qual è la più grande aspettativa, o sogno, o obiettivo che vorremmo raggiungere.

Scriviamolo, mettiamolo nero su bianco. Spesso nella nostra mente passano alla velocità della luce pensieri, sogni di ogni genere, ma li lasciamo scappare, non gli diamo peso, forse perché noi stessi non crediamo che possano essere raggiungibili. Scrivere almeno un nostro obiettivo può davvero essere importante.

E poi passiamo alla terza fase, che può mettere parecchio in crisi.

La terza fase consiste nel chiedersi:

Perchè mi sto accontentando?

Qual è la mia più grande paura?

Cosa ho paura di perdere cambiando le cose?

Per alcuni queste potrebbero sembrare domande stupide e senza senso, ma in realtà creano nella nostra mente e nel nostro cuore una serie di ragionamenti ed emozioni che se lasciati fluire, possono davvero aiutarci a cambiare e migliorare la nostra situazione, se vogliamo che questo avvenga ovviamente.

Nell'ultimo incontro del Percorso per Architetti "O ti distingui o ti estingui" , abbiamo imparato a definire i nostri obiettivi in modo efficace, ed abbiamo condiviso una tecnica esclusiva per facilitarne il raggiungimento. Obiettivi concreti (Concludere positivamente una trattativa, trovare i collaboratori più giusti, emozionare il potenziale Cliente, trovare l'immobile più giusto per il mio studio...) gestiti con una consapevolezza molto ampia della dinamica delle cose, degli eventi, delle relazioni. Obiettivi raggiunti nel giro di due giorni dal termine del corso, grazie anche al supporto "a distanza" di tutto il gruppo.

Se questo ragionamento ti ha stimolato, la prima cosa che potresti fare è scrivere... di cosa ti stai accontentando.

Buon lavoro!

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