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La nostra casa, fonte di benessere profondo

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Non tutti abbiamo il pollice verde.

Io, purtroppo, non ce l'ho. Ma so comunque quali azioni devo fare se voglio tentare di salvare una pianta a cui tengo e che sta visibilmente soffrendo.

Cambiare posizione, magari adagiandola in una zona più in ombra o più soleggiata. Darle dell'acqua, o magari dei fertilizzanti...

Di certo non mi viene in mente di fare una puntura alla pianta o di misurarle i parametri vitali o fare esami biologici.

Modifico le caratteristiche dell'ambiente nel quale si trova la pianta.

 

Se cambio bene l'ambiente, la pianta si riprende velocemente.

Se sbaglio ambiente, la pianta non si riprende.

 

Possiamo dire che intervenire sull'ambiente è una delle chance che abbiamo per salvare un essere vivente che si trova al suo interno.

Facciamo un passo avanti e chiediamoci: ma anche noi siamo esseri viventi che abitano un ambiente? Certo! Ed anche noi, come le nostre piante,ogni tanto manifestiamo malessere o disagio.

 

La maggior parte delle persone, quando avvertono malessere, sono tentate di andare subito a vedere la causa fisica dentro di sé. Difficilmente ipotizzano che cambiando l'ambiente, potrebbe migliorare anche la loro condizione.

Certo, la prima cosa a cui tutti pensiamo è l'ambiente naturale: una bella passeggiata all'aria aperta (e pura!) può essere un toccasana.

Ma, cosa dire della nostra casa?

Perché non ipotizzare che anche essa possa influire sul nostro benessere profondo?

 

Vi sono molti modo in cui una casa può condizionare la nostra vita.

Nella mia filosofia mi rifaccio alle teorie di Bruce Lipton (autore de " La Biologia delle Credenze", un libro che consiglio a tutti), il quale afferma che l'ambiente può determinare addirittura il modo in cui le nostre cellule si sviluppano. La sua teoria è molto intrigante, sopratutto se trasposta al rapporto uomo-ambiente, dove per ambiente ci riferiamo alla casa (questa è una mia personale interpretazione!)

 

Per poter aprirci all'idea che la nostra casa possa condizionare addirittura la nostra biologia, bisogna avere molto coraggio, occorre approfondire, studiarci su un po', farsi delle domande.

Ma, cominciamo ad ipotizzare che la nostra casa possa condizionare le nostre emozioni, questo ci viene più facile da comprendere: basta ad esempio pensare all'uso dei colori, delle luci e delle forme... fattori visibili che generano in noi sensazioni e stati d'animo positivi o negativi.

 

Nelle mie ricerche ho compreso tuttavia che, oltre alla parte visibile dell'ambiente che ci circonda, esiste anche un livello molto più profondo, non visibile, che condiziona profondamente il nostro benessere, la nostra voglia di fare, la nostra prosperità, la nostra vita...

 

Per affacciarsi a questa dimensione della casa occorre essere un po' coraggiosi e scoprire ciò  di cui ancora non si aveva consapevolezza. Questo può condurre a prospettive emozionanti: prospettive che permettono, attraverso un rapporto più evoluto e consapevole con la propria abitazione, di riceverne benefici profondi.

 

Trascorriamo il 90% della nostra vita in ambienti chiusi: se concordiamo che essi possano avere un effetto positivo o negativo su di noi, perché non cominciare a fare in modo che la nostra casa possa iniziare a migliorare profondamente la qualità della nostra esistenza?

 

 

 

 

 

 

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