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Ordine in casa: una possibile e straordinaria auto-terapia (lo dice anche un monaco buddista)

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Ad alcuni di noi piace riordinare la casa, ad altri meno. Rimane il fatto che, per vivere bene, l’ordine e la pulizia sono fondamentali.

 

Tuttavia, anche chi è amante dell’ordine spesso fatica, per 100 motivi, a trovare il tempo di sistemare o pulire. Ed ecco così che le scrivanie si riempiono, i cassetti non si chiudono più, gli armadi sono ingestibili.

Arriviamo dunque al momento in cui non ce la facciamo più e dobbiamo, anzi sentiamo, di dover sistemare e riordinare.

 

Vi sono due modi per farlo.

Il primo consiste nel riordinare pensando ad altro: alla spesa che occorre fare, all'appuntamento di lavoro per il quale occorre prepararsi, all'impegno che abbiamo l’ora successiva.

Quando si riordina in questo stato mentale, il beneficio è visibile, ma superficiale. È vero, abbiamo la soddisfazione incredibile di stare già meglio una volta che abbiamo terminato di riordinare un ambiente, ma è possibile trarre maggiore giovamento da un’azione così semplice?

 

Assolutamente sì.

I monaci buddisti, tutte le mattine, osservano 20 minuti di pulizia “collettiva” della propria casa, ovvero il tempio. Questa pratica si chiama soji, ed offre un momento di consapevolezza autentica, ancor prima delle preghiere mattutine.

Il monaco buddista Keisuke Matsumoto, nel suo libro “Manuale di pulizie di un monaco buddista” afferma che “Il togliere lo sporco dalle superfici è in stretta relazione con lo spazzar via le nubi che oscurano la nostra anima”. Cosa significa?

 

Significa che è possibile sfruttare al meglio il momento delle pulizie per trasformarlo in un momento di auto-terapia. Per molti di noi è difficile fare presenza autentica dei nostri pensieri mentre svolgiamo un compito: come dicevo prima, mentre facciamo le pulizie pensiamo spesso a qualcos'altro.

Tuttavia, se cominciassimo a fare attenzione ai nostri pensieri mentre ci occupiamo della nostra casa, tutto potrebbe cambiare.

 

Ecco due consigli pratici.

 

1

Prima di iniziare una qualsiasi attività di pulizia della propria casa, o di una parte di essa, o anche di una semplicissima ciotola, un utensile, un soprammobile, è importante chiedersi: “Cosa voglio lasciar andare, o riordinare della mia vita (esperienze, ricordi, emozioni)”. Fissare dunque un obiettivo ben preciso di pulizia “interiore” che si vuole associare alla pulizia pratica.

 

2

Mentre si svolge l’attività di pulizia o riordino, controllare il più possibile i propri pensieri, non permettendo loro di “prendere il volo”. Questo può essere difficile, ma l’esperienza mi ha insegnato un semplice trucchetto che ci aiuta a rimanere fermi in un certo stato emozionale. È sufficiente crearsi una semplice successione di parole, o mantra, da ripetere in continuazione durante l’attività. Le parole devono essere belle, positive, evocative, potenti. Devono farci stare bene.

Provate, partendo magari dalla semplice pulizia di un cassetto. Starete subito meglio.

 

Dare un’intenzione precisa e mantenere uno stato emozionale positivo, grazie alle parole ripetute, sono semplici azioni che possono trasformare un’attività un po’ noiosa in una straordinaria auto-terapia.

Effetti secondari? Diventare maniaci della pulizia e dell’ordine😉

 

Nel caso si voglia fare qualcosa di più, per se stessi e la propria casa, è possibile, in modo semplice, naturale e rispettoso, trasformarla in un ambiente terapeutico per corpo, mente spirito. Vuoi sapere di più?

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