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L’architetto consapevole: verso la nuova frontiera della sostenibilità

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Le condizioni per ottimizzare la vivibilità di un’abitazione o luogo di lavoro sono da ricercarsi solo in ambiti di natura materiale, visibile?

Oppure vi sono altri aspetti di natura immateriale che è importante considerare?

 

Anche se non ne siamo consapevoli, relazioni, simboli, ricordi, emozioni, parole, avvenimenti, sono fattori invisibili e intangibili intrinsecamente connessi alla parte materiale, visibile, di un ambiente.

Essi hanno la capacità di determinare la vivibilità e sostenibilità “evoluta” di quell'ambiente.

 

Tutti noi, in fondo, abbiamo già fatto esperienza della vivibilità o invivibilità di un luogo: quante volte siamo stati subito male entrando in un ospedale per andare a trovare qualcuno? Quante volte siamo stati benissimo, accedendo ad esempio ad uno spazio sacro, oppure ad un ambiente naturale a noi affine?

 

Ecco una domanda provocatoria: i fattori invisibili che determinano la vivibilità di un luogo, possono rientrare anch'essi in un quadro normativo che sostenga il nostro benessere?

Di fatto, oggi, la normativa impone regole molto strette in materia di benessere, tuttavia ci si ferma al benessere fisico, quello raggiungibile attraverso i 5 sensi. Parliamo dunque di comfort luminoso o igro-termico, ad esempio.

Ma il benessere a cui ci riferiamo in questa sede è un di tipo evoluto, più profondo, perché va ad interagire non solo con la nostra parte materiale (il nostro corpo) ma anche con la nostra parte emozionale, con la nostra energia, con la nostra essenza.

 

Qui entriamo in un contesto molto ampio, non misurabile, non quantificabile e dunque, per tornare alla domanda di prima, non inquadrabile in alcun contesto normativo.

 

Un Architetto oggi, come può dunque contribuire in modo evoluto a migliorare in modo sensibile la vivibilità di uno spazio? Quali regole deve seguire? Quali procedure?

La creazione della parte visibile dello spazio, fatta di materiali, arredi, forme, colori, fa già parte dell’attività consueta che un Architetto compie per soddisfare le esigenze espresse dei suoi clienti. Tutti gli Architetti devono poter accontentare un Cliente per questi tipi di esigenze. La laurea serve a questo.

 

Ma poi? Quali sono i bisogni più profondi dei Clienti? Quali nuovi livelli di benessere vogliamo regalare ai clienti che ci chiedono di arredare la casa o l’ufficio?

Per accedere a questi nuovi livelli di benessere occorre interagire con la parte non visibile, intangibile dello spazio e delle persone.

In questo ambito il requisito fondamentale che un Architetto deve possedere è NUOVA CONSAPEVOLEZZA. Deve conoscere ed interagire con la parte non visibile del progetto e dell’edificio. Deve saper interpretare i bisogni più profondi non solo delle persone, ma anche degli edifici. Gli edifici possono avere dei bisogni profondi? 

La buona notizia è che questa consapevolezza, questa conoscenza, è già parte di noi. È una conoscenza antica che abbiamo dimenticato, per chissà quali motivi. Ecco perché quando ce ne riappropriamo la sentiamo così familiare, così naturale.

 

Chi fa più fatica ad accoglierla è perché si affida molto alla sua parte razionale, quella che dice “Dov’è la norma che regola questo processo? Quali parametri devo controllare?”

Fortunatamente, la fisica quantistica in questo caso offre molte “ancore di salvezza” anche per i razionalisti più incalliti.

 

Tuttavia, le sorprese più belle sono per coloro che riescono ad accantonare la parte razionale e far prevalere quella emotiva, l’intuito, il cuore.

In questo ambito non ci sono normative, leggi, vincoli, che aiutino la progettazione.

 

La conoscenza di alcune dinamiche invisibili, ma soprattutto la consapevolezza della nostra anima sono le uniche risorse che ci possono aiutare a creare ambienti terapeutici per mente, corpo, spirito. Veramente sostenibili.

 

Da dove iniziare?
Una possibilità è quella di partecipare al Corso "O ti distingui o ti estingui", corso che fornisce 7 CFP e che apre a nuove ed interessanti strade per quegli Architetti pronti a distinguersi soddisfando i bisogni più profondi delle persone. 

Per info, CLICCA QUI.

Gli Architetti che hanno già frequentato il Corso, possono accedere al Percorso esclusivo per Architetti "O ti distingui o ti estingui". Per info, clicca qui.

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