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L'impatto quantistico del Salone del Mobile su Milano

April 16, 2018

 

(16 Aprile 2018)
Domani si aprirà la 57° edizione del Salone del Mobile a Milano. Grande attesa, grandi aspettative, grande fervore come sempre.

 

La città di Milano si prepara ad accogliere più di 300.000 persone.

L’impatto economico è enorme: l’anno scorso l’indotto è stato superiore a 230.000.000 di €.

L'impatto estetico è super: la città si colora, si arricchisce, si addobba, si fa ancora più bella e attraente.

L’impatto sociale è immenso: la città, insieme ai suoi abitanti, si trasforma, si anima. Anche chi, magari, non è minimamente interessato al Design, in quella settimana trova qualcosa da vedere, qualche evento goliardico a cui partecipare, semplicemente per il gusto di entrare nell'energia dell’evento, forte, dirompente. Forse semplicemente per dire “io c’ero”.

 

Ma vediamo un  po' più nel dettaglio quali sono gli attori principali di questo evento, e quale impatto potrebbero avere sull'evento stesso, da un punto di vista un po' particolare, quello quantistico. 

Le persone, visitatori e non, nella settimana del Salone, si trasformano, si sentono libere di uscire dagli schemi, di vestirsi in modo più bizzarro, di fare baldoria.

Gli stranieri, che portano più del 90% dell’indotto, portano con sé i loro pensieri, le loro culture, le loro curiosità. 

Gli espositori, in fibrillazione da mesi per la preparazione dell’evento che deve essere diverso, migliore di quello dell’anno precedente, sfidano ogni anno se stessi.

Gli allestitori, tassello fondamentale di questo evento, senza i quali nulla potrebbe essere possibile, permettono i visitatori di trovare tutto perfetto, in ordine, come se tutto fosse sempre stato lì. Spesso non ci rendiamo conto di quanto lavoro vi sia dietro l’organizzazione di uno stand…

Gli organizzatori della Fiera, con il loro entusiasmo, l’organizzazione perfetta, la comunicazione, la disponibilità, rendono possibile, prima di tutti, la ripetizione di questo evento unico al mondo.

E poi tutti coloro che si occupano dell'accoglienza: albergatori, ristoratori, "Street-foodiani", che attendono con ansia questo evento così proficuo...

Non dimentichiamo infine chi si occupa di pulire quotidianamente e ripetutamente tutti gli spazi in cui persone, più o meno educate, lasciano qualcosa di sé.

Infine, chi ha un'attività a Milano, un negozio qualsiasi, che magari non c'entra niente con l'ambito del Salone, ma che per attirare persone si inventa qualcosa a tema per attirare visitatori nuovi...

 

Insomma, quante “teste”, quanti pensieri, quante aspettative vengono concentrate in una città, in così poco tempo? Tantissime.

 

La città si trasforma, ma non solo dal punto di vista visibile. L’impatto invisibile, quantistico, determinato dal concentrarsi di così tante emozioni, pensieri, parole, lingue differenti non fanno altro che arricchire ancora di più l’evento, ma non da un punto di vista visibile, quanto piuttosto intangibile. Una sorta di “carica” che le persone danno alla città, che si illumina e si trasforma positivamente anche grazie a questo.

Le persone infatti, inconsapevolmente, danno, trasmettono qualcosa di sé alla città, e la città a sua volta restituisce, amplificando ancora di più l’effetto positivo dell’evento sulle persone. Si crea una sinergia meravigliosa, una risonanza, in cui persone e città si alimentano a vicenda.

Dunque, di conseguenza, persone alimentano in modo invisibile ma potente altre persone.

Tutto grazie ad un evento che ruota intorno all'abitare.

 

Che dire, se non GRAZIE a questa occasione di arricchimento, che lascia sempre qualcosa di nuovo, di emozionante, in ciascuno di noi?

 

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