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Come una casa può legare per sempre due anime- L'equazione dell'amore di Dirac e una casa condivisa

February 16, 2018

Si racconta di un bambino e una bambina, nati nella stessa casa a distanza di pochi mesi l'uno dall'altro.
I due piccoli crescono insieme come fratelli, giocando e divertendosi insieme nella stessa abitazione, divisa in due appartamenti adiacenti.
Dopo qualche anno, la casa, di proprietà di una parente di lui, viene venduta, e i due bambini vengono separati. Tuttavia sia nell'uno sia nell'altra il desiderio di incontrasi rimane fortissimo, inspiegabile.

Intorno ai 14 anni, per caso, ad una festa di paese, le due anime si ri-incontrano. Si riattiva immediatamente quella meravigliosa affinità che li aveva sempre legati. Si frequentano per poco, troppo poco, perché il papà di lei le vieta di proseguire la relazione.
Intorno ai 18 anni si incontrano per caso, nuovamente, e si danno un appuntamento per trascorrere una serata insieme, l'indomani. Entrambi si recano all'appuntamento, ma non si incontrano, non si vedono. Arrabbiati l'uno con l'altra, e senza la volontà di chiarirsi, abbandonano la speranza di costruire insieme qualcosa. Gli anni passano, entrambi fanno le proprie esperienze, ma non si dimenticano mai di quell'amore, nato nella casa d'infanzia.

Un giorno la parente, proprietaria della casa, muore.

Il giorno del funerale, i due, che si erano a questo punto dati per dispersi, si ritrovano, e si unisco in un abbraccio senza fine, di quelli che tolgono il fiato. Nessuna parola, solo un appuntamento per il pranzo, lo stesso giorno.

 

Questa non è una favola, è una storia vera nella quale ad un certo punto mi sono trovata magicamente coinvolta. 

 

Non potevano stare insieme perché lui aveva un appuntamento con me (accidenti a me!!!).
Gli avevo chiesto infatti un aiuto per condurre alcuni test sull'energia dell'ambiente, test nei quali avevo messo in campo una particolare targa in rame che riportava il simbolo dell'infinito da me disegnato -lo stesso del logo di questo sito-.

Arrivò da me visibilmente scosso, ma non mi disse nulla.

Mi disse solo che rimase molto colpito da quel simbolo, un infinito composto da due gocce d'acqua. 
Dopo i nostri test tornò da lei, per il pranzo programmato. La prima cosa che la ragazza gli disse fu: "Torno ora da una gioielleria. Ho sentito il bisogno di comprare un ciondolo con il simbolo dell'infinito, e non ho potuto resistere". 

Da quel momento non poterono più fare a meno l'uno dell'altra.

 

Dopo qualche mese, lei partecipò ad una conferenza, e rimase colpita da un concetto relativo al sistema degli "specchi nelle relazioni", dove in particolare si faceva riferimento a quegli incontri, non casuali, nei quali due persone riconoscono istantaneamente e inconsciamente nell'altro il più totale completamento. Incontri unici, insomma.

Al termine della conferenza lei condivise questo pensiero con lui, e lui le chiese da chi fosse stato tenuto l'incontro. "Da una certa Caterina Locati" rispose lei. 

 

Mi piace pensare che quella casa, luogo nel quale questo amore è nato, abbia continuato nel tempo a mantenerli profondamente connessi.

Mi piace pensare che l'equazione dell'amore di Dirac sia vera, e funzioni. Essa dice che: “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possiamo più descriverli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema. Quello che accade a uno di loro continuare ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce”. Ribadisce quindi, in forma sentimentale, il concetto di Entanglement quantistico.

Mi piace pensare di essere stata una piccola parte di questa bellissima storia d'amore, nella quale il simbolo dell'infinito abbia giocato un ruolo quantomeno curioso :-)

Che bella la vita.

 

 

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