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Emozioni vs domotica: cosa NON FA la casa di Bill Gates

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Una casa può essere intelligente? A cosa può essere assimilata l’intelligenza di una casa?

Secondo Bill Gates una casa intelligente è quella che si adatta istantaneamente ai bisogni di comfort delle persone. Ecco perché, nella sua abitazione situata vicino a Seattle, e costata  circa 100 milioni di dollari, la dotazione domotica raggiunge livelli impressionanti:

Ad ogni ospite viene fornita una chiave elettronica che trasmette costantemente la posizione al sistema centrale. Attraverso questo sistema ogni ambiente è in grado di reagire alla presenza dei suoi occupanti cercando quasi di anticipare i loro desideri ed esigenze: luci e temperatura vengono regolate in modo da ricreare un ambiente familiare e confortevole.

Il sistema é in grado di memorizzare le scelte fatte da ogni ospite durante la sua permanenza in una stanza e opportunamente di reimpostarle, quando l’ospite vi ritorna dopo un periodo di assenza. Naturalmente le luci si accedono al passaggio delle persone, grazie a dei sensori, senza neanche fare lo sforzo di sfiorare un interruttore.

Bill Gates per realizzarla ha speso sicuramente oltre cento milioni di dollari facendone una delle case più intelligenti del mondo.” (fonte: domoticone.it)

 

Qui si parla di desideri ed esigenze. Il livello a cui ci si riferisce è quello del comfort e del benessere fisico: una casa magica che risponde automaticamente ai nostri bisogni, fantastico!

 

Ma… se ci spingessimo ancora più in là, e ci addentrassimo in quelli che sono invece i nostri bisogni più profondi (tranquillità, sicurezza, pace, armonia…) forse la casa di Bill Gates non riuscirebbe a soddisfarli, o almeno non del tutto.

Questo perché vi è un altro modo di interagire con la propria casa, che va al di là del comfort, e che ha che fare con la parte “vibrazionale” ed emozionale che ogni cosa materiale possiede e manifesta.

 

Io sono certa che un immobile, al di là della sua estetica, della sua ricchezza, dei suoi arredi e finiture, possa adattarsi alle necessità più profonde di ciascuno di noi, fornendoci quelle vibrazioni che servono per suscitare emozioni meravigliose: magari quelle che abbiamo provato nei luoghi più belli ed emozionanti da noi visitati. In quei luoghi ci siamo sentiti pieni di amore, felici, appagati; in quei luoghi si è stabilita una connessione particolare che ha coinvolto non solo i nostri 5 sensi, ma anche il nostro cuore, il livello emozionale, e la nostra componente energetica.

 

La casa di Bill Gates sicuramente impressiona, stupisce: quanta abbondanza, automazione ed efficienza!

Ma quanto è capace di risuonare con il cuore, le emozioni, le sensazioni delle persone che la frequentano?

La mia visione è che una casa intelligente sia quella che riesca ad adattarsi alle esigenze più profonde di una persona, che coccoli, protegga e ricarichi, quando necessario. Che infonda pace, sicurezza, stabilità.

Certo, tutto il resto (la domotica, la tecnologia spinta ai massimi livelli) possono essere fattori estremamente utili e positivi per potere vivere bene in casa, ma sarebbe come vivere in una casa bellissima e perfettamente funzionale, ma senza cuore.

Per fare un paragone, condivideremmo la nostra vita con qualcuno di bell'aspetto, in forma, efficiente, attivo, ma con il quale non risuoniamo e non proviamo emozioni?

 

Una casa può suscitare emozioni, può arricchirci, può ricaricarci. Occorre imparare a conoscerla e scoprirne alcune caratteristiche nuove, e ipotizzare che anche essa possa avere un cuore e un’anima, esattamente come noi.

Dunque perché, accanto alla domotica, non abbinare anche un approccio emozionale?

 

Caterina Locati

 

 (Fonte immagine: domoticone.it)

 

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