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Credo che la maggior parte di noi possegga il ricordo speciale di una casa, magari legata ai momenti dell’infanzia, nella quale si sono trascorse giornate indimenticabili, impresse per sempre nella nostra memoria.

Nel mio cuore c’è la casa di mia nonna, in Svizzera, in un paesino in collina dal quale, lontano e nelle giornate più limpide, si possono vedere in lontananza i più recenti grattacieli di Milano.

Mi raccontava mia nonna che quando c’era la guerra, da lì si potevano vedere i bombardamenti su Milano, una volta che arrivava il buio.

 

La casa è nata come residenza di caccia di una famiglia nobile, dunque la struttura è importante e, anche se compromessa da inguardabili ampliamenti, una sua parte mantiene la sua regalità. Mia nonna non c’è più, ma fortunatamente ho la possibilità di visitare ancora quella casa, perché vi abita mia zia.

 

Quando ancora oggi entro in quella casa, mi sento portata indietro di qualche decennio, istantaneamente. L’androne di accesso, luminoso e divertente, conduce ad una scala che per me funziona come capsula del tempo: ogni scalino che faccio ancora oggi, mi riporta indietro a quegli anni in cui trascorrevo le vacanze, con fratelli e cugini, tutti insieme, nelle stanze con pavimenti scricchiolanti in cui venivano aggiunti letti a sufficienza per ospitare tutti. Durante le vacanze di Natale dormivamo, noi piccoli, nella stanza con i pavimenti in cotto, dove c’era una stufa a “nafta” che andava tutta la notte: ricordo ancora perfettamente il rumore delle fiamme dietro il vetro, e il rosso che vibrava nel buio.

Ecco, la cosa che mi aiuta a tornare indietro nel tempo, è l’insieme di vibrazioni che la casa ancora riesce a trasmettermi, in diverse forme: l’odore dei muri antichi della scala, il ruvido del corrimano, lo scricchiolio dei pavimenti in legno, la luce immensa, la stufa, che è ancora lì.

La casa mi accoglie con lo stesso amore con cui mi ha accolto da quando sono nata.

 

Ma c’è di più. Mi regala tuttora il ricordo del rumore di un’anta di un magico armadio: l’armadio dei biscotti e del cioccolato. Quell'armadio non c’è più, ma c’è la sua memoria; custodiva una vecchissima e grande scatola in cui mia nonna conservava i dolci.
Quella scatola si trova ora nell'armadio della mia cucina, ed ogni volta che la apro, ho il ricordo di quei momenti di felicità in cui mia nonna mi accompagnava di fronte all'armadio magico, per la merenda.

Ovviamente, continua a contenere rigorosamente svizzero!

 

È in incredibile come una casa-o anche un semplice oggetto- possa entrare così in sintonia con noi e aiutarci a rivivere emozioni stupende.
In realtà, le scoperte scientifiche più recenti ci spiegano perché questo accade, ma, onestamente, può anche non essere necessario sapere perché qualcosa accada, è più importante godersi l’effetto senza pensarci su.

 

Saluto e ringrazio con un grande sorriso questa casa ogni volta che ho l’occasione di tornarvi: è la mia casa del cuore, più di ogni altra.

Qual è la tua?

 

 

 

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