April 30, 2019

Please reload

Post recenti

"Coerente" è meglio (anche per gli immobili)

April 10, 2017

1/3
Please reload

Post in evidenza

Architetti & zona di comfort: come uscirne velocemente per dare nuova linfa alla professione.

April 18, 2017

 

Non so se ti sia mai accaduto di voler cambiare fortemente qualcosa nella tua vita professionale, ma di non trovare il modo, il tempo per fare questo cambiamento: cambiare lavoro, cambiare collaboratore, proporti a dei nuovi potenziali clienti, chiedere il pagamento della parcella (con le giuste tempistiche!!)…

Penso che tutti noi abbiamo delle “nuvolette” che escono dalla nostra mente ogni tanto, all'interno delle quali posizioniamo le cose che vorremmo fare, o quelle che sappiamo sarebbe giusto che facessimo. Purtroppo spesso accade che queste nuvolette rimangano sempre nuvolette: non riusciamo a rendere reali le nostre aspettative, desideri, obiettivi, è come se ci sentissimo ingabbiati in una realtà che non riusciamo a modificare.

 

Le ragioni per cui ciò può accadere possono essere ricercate innanzitutto in noi stessi: spesso la paura del cambiamento, anche se crediamo di non averla, è quella che frena ogni evoluzione della nostra professione.
Mi piace chiamare questa paura del cambiamento come paura di uscire dalla nostra zona di comfort: quella in cui ci sentiamo fondamentalmente bene, conosciamo perfettamente, ci fa stare tranquilli… magari anche tu ti trovi ora in questa situazione: hai un lavoro che ti sta dando un introito fisso mensile, e questo ti dà sicurezza, ma sai benissimo che non è il lavoro della tua vita, vorresti fare altro, ma trovi difficile “buttarti fuori” dalla tua zona di confort, lasciare il certo per l’incerto.

 

Le ragioni per cui molti di noi fanno fatica ad uscire dalla propria zona di comfort sono da ricercarsi sicuramente in un livello razionale: siamo noi, elaborando ragionamenti di diverso tipo, che troviamo tutte le ragioni per non dover cambiare.

Tuttavia c’è una parte di noi che lavora in silenzio condizionando fortemente i nostri pensieri. Questa parte di noi è la mente subconscia: essa detiene informazioni molto preziose su di noi, ed alcune di esse sono le nostre credenze a livello subconscio.
 

Le credenze a livello subconscio possono essere definite, semplicisticamente, come pensieri che sono stati pensati, ripensati e ripensati ancora, e sono diventati talmente forti da essere diventati, per noi, delle realtà inconfutabili. Le credenze possono avere anche altre origini: eventi a cui abbiamo assistito, traumi subiti, esperienze di vita…

 

Facciamo un esempio pratico: se già all'università i professori cominciassero a dirti che nel mondo professionale tutto è difficile e faticoso, e ti ripetessero questo concetto più e più volte, ci sarebbero buone probabilità che tu, sebbene non abbia ancora avuto esperienza diretta di questo, faccia registrare alla tua mente subconscia la certezza che la tua professione sarà sempre difficile e pesante. La mente subconscia governa il 95% della tua esistenza, dunque immagina quali sarebbero i risultati. E tu, magari staresti anche a scervellarti per capire il perché di mille difficoltà…

Può essere che una sola credenza a livello subconscio possa condizionare negativamente una certa tua realtà...

 

La notizia positiva è che esistono tecniche semplici e veloci per trasformare le credenze a livello subconscio. Quella che uso io, da più di 10 anni, si chiama PSYCH-K. Lo uso per me e con gli altri, nel senso che aiuto le persone, attraverso sessioni private, a trasformare le credenze che stanno ostacolando il raggiungimento di determinati obiettivi. Un lavoro semplice, efficace, duraturo.

Per un Architetto, una sessione può essere utile per migliorare il rapporto con un Cliente, o il rapporto col denaro, oppure per sbloccare certe difficoltà in determinati lavori... insomma, con un'ora di lavoro profondo si possono sistemare molte cose concrete della vita pratica e professionale, che rischiano di togleire passione, amore, concentrazione al nostro lavoro. Provare per credere.

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Seguici
Cerca per tag