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Ogni giorno divento sempre più consapevole di quanto alcuni principi della fisica quantistica coprano un ruolo fondamentale nella mia via. 

Uno di questi è il collegamento esistente tra tutto, o Entanglement.

Condivido infatti il principio secondo cui tutti siamo stati originati da una stessa forza, Energia, che possiamo chiamare Dio, Universo, Uno, Tutto, come vogliamo.
Essendo nati da una stessa fonte possiamo ipotizzare di essere ancora tutti collegati, come se appartenessimo tuttora a quel “tutto che ci ha generato”.

C’è chi ha particolarmente sviluppata la capacità di sentire questa connessione, altri meno, ma la buona notizia è che esistono oggi diverse metodologie/strumenti che ci aiutano a sperimentare ed accedere in modo facile a questa bellissima esperienza: il collegamento con tutto. Per Tutto intendo non solo persone, ma anche animali, oggetti, luoghi ed anche…case!

Riporto di seguito un estratto di un articolo pubblicato sulla rivista Scienza&Conoscenza relativo ad uno dei primi esperimenti condotti con lo scopo di verificare una possibile connessione a distanza tra le persone.

 

“(…) Un altro esperimento dagli effetti molto simili, ma da un soggetto all’altro anziché fra un soggetto e le sue cellule, prese il nome di esperimento Einstein-Podolsky-Rosen.

In questo studio fondamentale, gli sperimentatori hanno preso due soggetti che non si conoscevano, hanno concesso loro alcuni minuti per sviluppare una conoscenza superficiale e poi li hanno separati di circa quindici metri, mettendoli ciascuno all’interno di una “gabbia di Faraday” (una gabbia elettromagnetica).
La “gabbia di Faraday” è progettata per impedire l’ingresso o l’uscita di frequenze radio e altri segnali. Per esempio, potreste disporre un’antenna di trasmissione FM in una gabbia di Faraday e da una distanza di quindici metri non riuscireste a sintonizzare la vostra radio su tali frequenze né a riceverle, perché la gabbia è molto efficace nel bloccare le frequenze.
In breve, la “gabbia di Faraday” blocca l’energia normale, ma consente il flusso di energia quantistica. Una volta messi i due soggetti all’interno della gabbia, li hanno collegati a un elettroencefalografo (EEG), una macchina che controlla l’attività neurologica. Hanno poi proiettato un fascio di luce proveniente da una penna luminosa negli occhi del primo soggetto, ma non in quelli del secondo. Puntare un fascio di luce negli occhi di qualcuno in questo modo causa un’attività neurologica misurabile e un restringimento visibile della pupilla. Nell’attimo in cui l’hanno fatto, l’attività neurologica di entrambi i soggetti ha riflesso la stessa attività elettroencefalografica e lo stesso restringimento della pupilla. Hanno cambiato i soggetti e li hanno posti a distanze sempre maggiori fra loro, ottenendo ogni volta il medesimo risultato.

Fenomeni paranormali o fisica quantistica?

Le conclusioni a cui è pervenuto il suddetto studio stabiliscono che a livello inconscio si verifica un costante trasferimento di informazioni da persona a persona, fra individui con cui abbiamo anche solo un collegamento superficiale.”

 

Ecco qui un esempio fra tanti di quanto siamo connessi l’uno all’altro. Sono stati fatti molto altri esperimenti con lo stesso scopo e i risultati hanno portato ad una conferme di questa fantastica connessione.
Questo fenomeno, chiamato anche “non località”, “si riferisce all’abilità di un’entità quantistica, come un elettrone individuale, di influenzare un’altra particella quantistica istantaneamente oltre qualsiasi distanza, nonostante la mancanza di qualsiasi cambio di forza o energia.” (Lynne McTaggart, Il campo del punto zero, Macro Edizioni).

 

Ma in che modo questa connessione tra tutto può esserci d’aiuto ad esempio per la vendita di una casa?

Innanzitutto l’esempio dell’esperimento riportato sopra ci può dire che se tutto è connesso, anche noi con la nostra casa lo siamo, non solo le persone sono connesse fra di loro.
Può accadere infatti la stessa cosa descritta nell’esempio: uno stimolo/emozione sul proprietario della casa può riflettersi istantaneamente sulla casa stessa.
Se ad esempio la casa fosse stata teatro di grandi dispiaceri, litigi, incomprensioni, in qualche modo essa può avere assorbito queste emozioni. Una volta assorbite, le potrebbe ritrasmettere collaborando al ripetersi di situazioni spiacevoli. Queste sensazioni a livello inconscio, sottile e molto potente, possono influenzare la vita di chi abita, o addirittura abiterà la casa.
Entrando in connessione con la casa possiamo capire quali sono i suoi bisogni, possiamo aiutarla a risolvere alcuni aspetti della sua vita che è opportuno risolvere affinché possa accogliere nuove persone.

Condivido infatti l’idea che anche gli immobili abbiano una propria “anima”, che provino delle emozioni, che costruiscano il loro presente anche grazie alle loro esperienze passate, esattamente come capita a noi. Essi sono intimamente connessi con i loro proprietari, anche quelli passati se esistono, con altri immobili, con il luogo in cui sorgono. Hanno “assistito” a tanti momenti di vita delle persone che li hanno abitati, hanno assorbito emozioni, sentimenti, parole, energie…


Tuttavia ci sono molti altri fattori/attori da considerare per la vendita di una casa. È fondamentale analizzare il complesso delle relazioni che legano l’immobile a tutti gli attori del processo di vendita: il proprietario, il futuro acquirente, gli intermediari. Tutto il sistema che osserva la realtà che sta portando alla vendita deve essere analizzato.

Il lavoro di analisi e trasformazione è divertente ed entusiasmante e si scoprono spesso dinamiche incredibili che ci fanno capire davvero quanto siamo strettamente connessi l’uno con l’altro e…con la nostra casa!

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