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Come migliorare il rapporto con la propria casa

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Forse ti sarà capitato di far cadere ripetutamente e involontariamente un oggetto, e forse ti sarai innervosito nel vedere che, indipendentemente dalla tua volontà, questo oggetto continuasse a scivolarti dalle mani.


Qualcosa tra te e quell'oggetto non funzionava, come se non foste in sintonia. Magari ti sei anche arrabbiato con l’oggetto “incolpandolo” dell’accaduto.

“Stupide chiavi!” avrai detto dopo la terza volta che ti scivolavano dalle mani mentre tenevi 10 pacchetti con l’altra mano, e nella speranza di aprire il più velocemente possibile la porta di casa.

Pensa quanto un piccolo ed insignificante episodio, durato solo qualche secondo, ti abbia potuto trasmette un certo fastidio.

Pensa ora che proprio in quel momento, rivolgendoti all’oggetto, lo hai considerato vivo e capace di compiere azioni indipendenti dalla tua volontà.

E se fosse davvero così? Se in qualche modo anche gli oggetti apparentemente inanimati potessero interagire con noi, creano situazioni di diverso tipo?

In che modo questa visione può influenzare il rapporto con gli spazi in cui abitiamo?

Guarda il locale in cui ti trovi ora: osserva il pavimento che ti sorregge, il tetto che ti protegge, i muri che ti separano dall'esterno, le finestre che ti danno la possibilità di vedere ciò che sta fuori… Fino ad ora probabilmente hai considerato tutto ciò considerati solo “contenitori”, “separatori”, semplici componenti edilizi.
 

In realtà, secondo la mia visione, sono entità vive che stabiliscono quotidianamente importanti relazioni con te, con gli oggetti che contengono, con le strutture che li compongono, con l’ambiente che li circonda.
Se queste relazioni non sono equilibrate, si possono avvertire sensazioni di disagio o malessere, proprio come accade in un rapporto tra due persone.

 

Come iniziare a migliorare il rapporto con la propria casa?

Il primo passo per “sentire un po’ più viva” la propria casa consiste nel darle un nome: riunisciti con la tua famiglia e trovate tutti insieme un bel nome da darle.

Comincia ad osservare con attenzione qualche particolare della tua casa, guardala con occhi nuovi, un po’ curiosi, scoprila.

Non dare per scontato di conoscerla già perfettamente. Sono certa che piano piano la tua “empatia” con la tua casa diventerà sempre più forte. Piano piano comincerai a salutarla, la mattina prima di andare al lavoro, e la sera, quando rientri.

 

La nostra possibilità di interagire con la casa ovviamente non si limita alla nostra prima casa, ma a tutti i luoghi che ci “ospitano”. Quando vado in vacanza ad esempio, ringrazio sempre il luogo che mi ha ospitato per avermi aiutato a vivere giornate di serenità e felicità.

Ringrazio i luoghi in cui lavoro per avermi dato la possibilità di svolgere la mia attività.

Dunque, massima libertà di interagire con “i nostri luoghi”: chissà che qualcosa di magico, dal momento in cui iniziamo questo percorso, possa accadere ;-)

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